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CARTESIO

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Renato Cartesio,in francese René Descartes è stato un filosofo e matematico francese. È ritenuto fondatore della matematica e della filosofia moderna.

IL METODO PER CARTESIO:
Il metodo proposto da Cartesio avrebbe consentito di giungere a una conoscenza certa: il mondo, secondo il filosofo, è infatti conoscibile e bisogna solo capire quale metodo sia efficace a questo scopo. I quattro fondamenti, o regole, del metodo furono illustrati nel Discorso sul metodo (1637): 
  1. evidenza (non considerare vera una cosa a meno che non ti sembri tale con piena evidenza, cioè senza il minimo dubbio),
  2. analisi (dividi ogni problema complesso in parti più piccole e semplici),
  3. sintesi (organizza i pensieri con ordine, procedendo dagli oggetti più semplici a quelli più complessi),
  4. enumerazione (fai la rassegna dei passaggi dimostrativi per controllare di non aver dimenticato o sbagliato nulla).
IL DUBBIO:
Il percorso che conduce alla conoscenza inizia col dubbio, cioè col rifiuto di tutte le conoscenze che sono tramandate per abitudine e tradizione: è necessario, dunque, dubitare su tutto e considerare provvisoriamente come falso tutto ciò su cui il dubbio è possibile. Solo se, proseguendo su questo atteggiamento di critica radicale, si raggiunge un principio che resiste a ogni dubbio, esso potrà costituire la base per tutte le altre conoscenze e, quindi, la giustificazione del metodo: per questo si parla di dubbio metodico. Tuttavia, tutte le conoscenze devono essere sottoposte a dubbio: non solo le conoscenze sensibili (perché i sensi ci possono ingannare e perché nel sonno si hanno impressioni simili a quelle della veglia), ma anche le conoscenze matematiche, perché esse potrebbero essere state create da un genio maligno che si pone l’obiettivo di ingannarci. Il dubbio così si estende ogni cosa e diventa universale, trasformandosi in un dubbio iperbolico.

L' ESISTENZA DI DIO:

Secondo Cartesio, dunque, le cose che percepiamo molto distintamente e molto chiaramente sono vere: oltre al fatto di essere un io pensante c’è un’altra idea che avvertiamo chiaramente, l’idea di Dio come essere eterno, infinito, perfetto. Questa idea non può essere stata prodotta dall'essere umano, che è limitato e imperfetto: per questo motivo, l’idea chiara e distinta di infinito è innata nell'uomo e deve avere la sua origine in un essere infinito e perfetto. In questo senso, Cartesio si rifà, dunque, alla tradizione che fonda la certezza dell’esistenza di Dio sulla cosiddetta “prova ontologica”. Cartesio è dunque sicuro dell’esistenza di Dio, come è sicuro dell’esistenza di un io pensante: ma poiché Dio è perfetto, è anche buono,  quindi non può ingannare l’uomo, né può esistere un genio maligno. Questa riflessione porta il filosofo ad affermare che il criterio delle idee chiare e distinte e l’esistenza di un mondo esterno conoscibile dall'uomo si sostengono su una garanzia offerta da Dio.
RES COGITANS E RES EXTENSA
Secondo Cartesio, esistono due forme diverse di realtà, o due “sostanze”: la res extensa, cioè la sostanza estesa nello spazio (la materia), e la res cogitans, cioè la sostanza che pensa (la mente, l’anima). Mentre l’anima può solo pensare, e quindi non occupa alcuno spazio fisico ed è indivisibile, la materia occupa spazio e può essere divisa in parti più piccole, ma non ha alcuna coscienza. Entrambe queste sostanze derivano da Dio, ma sono indipendenti tra loro. 



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